book selfie

Il book selfie: l’esecrabile arte di fotografare i libri senza leggerli

Tempo fa, durante una delle tante manifestazioni dedicate ai libri che si svolgono nella provincia di Torino, ho ricevuto una sorpresa dolce/amara (anzi, solo amara).

Non mi ero recata alla manifestazione perché un po’ fuori mano, in compenso sono stata taggata da alcuni social amici, quelli cioè che non hai mai visto dal vivo ma che ti laikano, ritwittano e commentano abitualmente.

Le foto nelle quali sono stata taggata erano dei selfie di volti semi sconosciuti, con la boccuccia atteggiata a Q di pollo, e uno dei miei romanzi in mano.

“Wow” ho pensato, “i miei libri stanno andando come il pane”!

book selfieIl giorno dopo ho sentito la gentile libraia che gestiva lo stand dove erano in vendita i romanzi oggetto dei selfie, domandandole quante decine di copie avessi venduto.

Nessuna” ha risposto la cortese libraia.

Sei sicura? Guarda che ieri mezza dozzina di persone mi ha taggato in un…

“…selfie con la copertina del tuo libro? Lo so. È la mania degli ultimi mesi: prendono un libro dall’espositore, ci si fotografano insieme, taggano l’autore per far vedere agli amichetti di facebook che ‘loro sì che hanno un bel giro’, e poi rimettono il volume al suo posto guardandosi bene dal comprarlo. Lo chiamano book selfie. Se notano che li guardo perplessa mi dicono che lo fanno per ricordare il titolo e l’autore del libro, e poterlo comprare in un secondo momento. A mia esperienza però, quelli che davvero fotografano i libri per acquistarli in seguito, inquadrano solo la copertina, senza neppure sollevare il volume dal banco. Insomma, fotografano il libro, non loro stessi con il libro”.

Signori selfisti, non vi bastava selfarvi col cappuccino, la carbonara e l’happy meal?

Ora vi fotografate pure con i libri?

Scommetto però che dopo esservi selfati con un cocktail ve lo beviate, anziché rimetterlo sul bancone del bar!

Selfisti cari, i libri sono da leggere non da fotografare, e se non avete i soldini per comprarli – purtroppo capita e non c’è nulla di male -potete procurarveli gratuitamente in biblioteca, cosa che non vi riuscirà con i cocktail.

Condividi: