cover La ragazza on la macchina da scrivere

La ragazza con la macchina da scrivere – un viaggio attraverso la memoria storica e tattile, sui tasti di una Olivetti rossa.

Si parla spesso della scrittura come di un atto creativo, emotivo e liberatorio; ciò che invece viene trascurato è il suo aspetto materiale e sensoriale. La scrittura non è un prodotto esclusivo della mente ma anche del corpo, ed è questo il principio ispiratore de “La ragazza con la macchina da scrivere” in uscita con Fazi editore il 20 Febbraio 2020.

Se col mio precedente romanzo, “L’annusatrice di libri” (Fazi editore Febbraio 2019),  ho voluto  raccontare l’amore per la lettura attraverso l’olfatto, ne “La ragazza con la macchina da scrivere celebro la scrittura non soltanto dal punto di vista intellettuale ma anche – e soprattutto – da quello  fisico e tattile.

La trama

Sin da ragazza, Dalia ha lavorato come dattilografa, attraversando il ventesimo secolo sempre accompagnata dalla sua macchina da scrivere portatile, una Olivetti MP1 rossa.
Negli anni Novanta, ormai anziana, la donna viene colpita da un ictus che offusca parte della sua memoria. I ricordi di Dalia non si sono tuttavia dissolti, essi sopravvivono nella memoria tattile dei suoi polpastrelli, dai quali possono essere liberati solamente nel contatto con i tasti della Olivetti rossa. Attraverso la macchina da scrivere, Dalia ripercorre così la propria esistenza: l’amore per Nuto, affascinante scrittore di romanzi a puntate; l’amicizia con Ester, una ragazza ebrea costretta a nascondersi in un remoto angolo di provincia per sfuggire alle persecuzioni razziali e l’incontro con l’avvocato Ferro, anziano ed eccentrico bibliofilo che saprà cambiarle la vita.

Un unico, importante ricordo, però ancora le sfugge, ma Dalia è decisa a ritrovarlo seguendo gli indizi che il caso, o forse il destino, ha disseminato lungo il suo percorso.

la ragazza con la macchina da scrivere
(Photo by Express/Express/Getty Images)

L’ambientazione

L’infanzia di Dalia, la protagonista del romanzo, si svolge ad Avigliana, graziosa cittadina della provincia di Torino famosa per i suoi laghi, le architetture medioevali e la tante leggende che l’ammantano di bellezza e mistero. La narrazione si sposta poi a Torino,  dove la protagonista vive negli anni del secondo conflitto mondiale, sperimentando privazioni e pericoli ma procedendo sempre a testa alta, con dignità e buonumore. Insieme al suo amico e mentore, l’avocato Ferro, già comparso ne L’annusatrice di libri, Dalia affronterà i bombardamenti che sconvolgono la città, le difficoltà nel reperire cibo e notizie attendibili e la censura fascista che priva i lettori del conforto di buone letture.

 

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