Qualcuno pensava che non ce l’avrei fatta, e quel qualcuno ero io, ma eccola, finalmente completa, la mia pentalogia dedicata ai cinque sensi e all’amore per la lettura.

Oggi, 21 novembre 2023, Fazi editore ha sfornato La pasticciera di mezzanotte che ora vi attende calda e fragrante sugli scaffali delle librerie (fisiche e virtuali).

La pentalogia sensoriale

Cinque romanzi, tanti quanti sono i sensi, ciascuno con una differente storia, identità e protagonista. Ogni romanzo celebra uno dei cinque sensi: olfatto – L’annusatrice di libri –, tatto – La ragazza con la macchina da scrivere -, udito – La biblioteca dei sussurri, vista – La fotografa degli spiriti  e, infine, gusto – La pasticciera di mezzanotte, quinto e conclusivo romanzo della pentalogia.

Come per i precedenti romanzi La pasticciera di mezzanotte è una storia  autoconclusiva e indipendente dalle altre, ma le lettrici e i lettori vi ritroveranno – forse per l’ultima volta – l’avvocato Ferro, il lettore centenario, colui che non calcola il tempo in secondi, minuti e ore bensì in pagine, capitoli e libri letti.

La pasticciera di mezzanotte – sinossi

Dopo quasi un secolo trascorso a ingozzarsi di romanzi altrui, il centenario avvocato Ferro decide che è giunto il momento di scriverne uno proprio per far spazio nella sua mente ingombra di storie.

Nel 1917, durante la Grande guerra, Torino è scossa dai tumulti della cosiddetta rivolta del pane: a ogni angolo di strada vengono innalzate barricate e l’esercito fatica a contenere la furia del popolo, stremato dalla fame e dal senso di ingiustizia.

È in queste giornate difficili che l’avvocato ritrova Jolanda, una donna già conosciuta anni prima, che sua madre avrebbe addirittura voluto fargli sposare.

Jolanda è un’aristocratica di bell’aspetto cresciuta in una famiglia nobile ma ormai decaduta, che ha sempre glorificato i privilegi delle classi più agiate; adesso però  le cose sono cambiate e anche lei vive una situazione di profondo sconvolgimento.

Quello che non è cambiato, però, è il rapporto ambivalente e controverso  che la donna ha col cibo: da un lato c’è il suo grande e segreto talento per la pasticceria, dall’altro la repulsione per il cibo che la coglie ogni qual volta attraversa un momento difficile.

Nei giorni della rivolta del pane, tuttavia, il sapore si trasformerà pian piano in ricordo, nostalgia di anni lontani, fino a diventare sinonimo di pace e serenità. Grazie al cibo, e in particolare ai dolci, assai rari durante la Grande guerra, Jolanda sarà capace di riconciliarsi con il proprio passato e i fantasmi che spesso tornavano a tormentarla.

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