guida galattica per autostoppisti

La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e…l’età

La Guida Galattica per autostoppisti di Douglas Adams è uno dei miei romanzi preferiti, anche se probabilmente dovrei parlare di saga, visto che l’intera storia è composta da cinque differenti episodi, più un epilogo in forma di racconto.

Potrei dilungarmi per infinite pagine sul perché di questa mia preferenza, scomodando paroloni come critica sociale, sagacia, satira e un mucchio di altri aggettivi, ma la verità è che amo “la guida” principalmente perché fa ridere.

Sì, Douglas Adams mi ha fatto ridere per cinque romanzi di seguito, e continua a farmi sbellicare ogni qual volta ne riprendo uno in mano.don't panic

Oggi desidero celebrare “La guida” per  un motivo squisitamente e noiosamente autobiografico.

Ci sono domande che nella loro semplicità risultano oltremodo urticanti, specie per una donna: ‘Sei fidanzata?’, ‘Perché vi siete lasciati?’, ‘Quando ti sposi?’, ‘Quando fai un bambino?’

Se poi una a caso di queste domande viene associata a ‘Quanti anni hai?’, la crisi isterica è garantita (nonché giustificata).

Personalmente non mi preoccupo più di queste domande, perché come “La guida” mi ha insegnato esiste una sola, vera, unica domanda fondamentale: la domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.

Per anni quando qualcuno mi chiedeva l’età rispondevo: “Ne ho ventisette da anni e mi trovo benissimo”, e continuerei a farlo se la cosa avesse ancora un minimo di  credibilità. Non crediate che mi tolga gli anni per vanità, la mia è soltanto coerenza; che senso ha dopotutto cambiare età ogni anno? Questo sì che è un inutile vezzo modaiolo!

Nonostante la mia ritrosia nel parlare dell’età, oggi, nel giorno del mio genetliaco – mi piace la parola genetliaco e sono contenta di avere avuto l’opportunità di adoperarla – sono lieta di dichiarare che la mia risposta a ‘Quanti anni hai?’ è la stessa alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.

Credo che ora andrò a festeggiare con un Gotto Esplosivo Pangalattico, non mi resta quindi che dirvi “Addio e grazie per tutto il pesce”.

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