Amate tanto i libri?
Vorreste visitare il Salone del Libro di Torino ma non tollerate la folla e il vociare che si trasforma nel ronzio di uno sciame di mosche tse-tse che orbita attorno al vostro cranio?
Odiate i lunedì come Garfield?
Se avete risposto sì a tutte le domande, peccato: la sequenza corretta era SÌ, SÌ e NO.
Da quando la metà di maggio è diventata capodannocompleannomastico, ovvero il concentrato di tutte le baldorie del mio personale calendario o, per dirla in maniera più lineare, da quando frequento il Salone del Libro di Torino – ovvero, ovvero da più di vent’anni – il lunedì è diventato il mio giorno preferito.
Non parlo del lunedì mattina in generale, che comunque non mi spiace, almeno se paragonato al martedì che invece mi sta davvero sui gluoni*; mi riferisco a un particolare e specifico lunedì: quello nel quale si conclude il Salone del Libro.
Se siete di quelli che vanno al Salone principalmente per vedere dal vivo personaggi noti – non sempre scrittori – presentare il loro ultimo libro, allora il lunedì non fa per voi; ma se siete tra coloro che vogliono esplorare palmo a palmo i cinque padiglioni, scoprire gli editori più originali, coraggiosi e bizzarri, spulciare ogni volume, leggerne le sinossi, chiacchierare con autori emergenti che vi parlano del loro primo libro con le stelline negli occhi, allora benvenuti tra i lettori del lunedì!
Come lettori del lunedì potrete fare quanto sopra descritto, senza nessuno che vi spintoni, calpesti o plachi come durante una partita di rugby e, bonus finale, troverete un sacco di libri scontati!






Saputo questo, il prossimo anno prenderete un giorno di ferie per visitare il Salone di lunedì?
Vi ho convinti?
No?
Peggio per voi e buon per me, che neppure il prossimo anno dovrò sgomitare per raggiungere gli stand dei miei editori preferiti.
*Gluoni, plurale di Gluone, il bosone responsabile della forza nucleare forte.

