Dopo un laborioso processo di scrittura e tante prove, il mese di giugno si chiuderà col debutto de I diari del bastone bianco, monologo comico nel quale racconto la mia condizione di ipovedente.
Lo spettacolo si terrà il 30 giugno alle 21.00, presso il Porto di via Petrarca 18 a Moncalieri.
La regia è di Carla Carucci, lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Santibriganti.
Trovate tutti i dettagli qui.
Darò comunicazione delle repliche nella sezione EVENTI del sito.
Di cosa si tratta?
Dopo anni trascorsi cercando di sembrare “normale” (qualunque cosa voglia dire), giunse per me il momento di arrendermi all’evidenza: non ero soltanto “una che ci vedeva poco” ma una vera e certificata ipovedente, anzi, un’ipovedente grave.
Con meno di un ventesimo visivo a disposizione, cadevo, battevo, sbagliavo e mi sbucciavo, ma più di tutto, mi vergognavo.
C’erano soluzioni?
Non alla malattia a tutt’oggi incurabile che aveva assottigliato la mia vista, c’era però un oggetto in grado di aiutarmi a gestirne gli effetti: il bastone bianco.
Il bastone bianco mi avrebbe aiutato a orientarmi, a non inciampare, a non sbattere il naso contro le vetrate; avrebbe insomma cambiato la mia percezione del mondo, mutando però anche quella che il mondo aveva di me.
Non conoscevo le reazioni che avrebbero avuto le persone nel vedermi procedere col bastone, ma immaginavo che avrei suscitato imbarazzo, disagio e persino pietà.
Non mi sbagliavo, la gente con me prova tutte quelle sensazioni e molte altre, ciò che non supponevo, era che le loro reazioni potessero essere divertenti (a dire il vero, più per me che per loro).
Non mi sono mai fatta tante risate, come da quando mi aggiro per il mondo con il bastone bianco, osservando – con quel poco di vista che mi resta – il mondo dei normodotati che non sempre fanno la cosa giusta, ma nella maggior parte dei casi ci provano.
Anche loro incespicano e sbagliano, talvolta con i piedi, più spesso con le parole, ma fa niente: loro sono normali, e non c’è nulla di più normale che sbagliare.
Con I diari del bastone bianco voglio raccontare, attraverso il filtro dell’umorismo, che sopirsi diversi non è la fine del mondo, semmai è l’inizio di uno nuovo con regole un po’ diverse ma non necessariamente peggiori.
