Luglio non è mai un mese semplice: da un lato è “il sabato del villaggio”, l’ultima fatica d’Ercole che prelude alle vacanze estive; d’altro canto, però, la stanchezza e il caldo sono una combo da perdere la ragione.
E c’è chi la testa la perde sul serio: i passeggeri degli autobus, gli automobilisti sulle strade, gli anziani alle poste; tutte anime sudaticce e sfinite, pronte a volare sul nido del cuculo e a darsi battaglia al minimo pretesto.
Se vivete in città e amate gli alterchi e le risse per futili motivi (e chi non le ama?), luglio è il vostro mese ideale. Sono un’autrice e mi nutro dei siparietti urbani, che sono una grande fonte d’ispirazione.

Talvolta, però, mi sorge il dubbio che l’ispirazione sia solo una scusa che racconto a me stessa per nascondere la mia deplorevole natura d’impicciona. A mia discolpa, non riporto mai nei miei scritti le cose che sento in giro, almeno non “pari pari”, salvo che non mi coinvolgano direttamente; perché, in tal caso, mi sento pienamente autorizzata.
Il 30 giugno scorso ha debuttato a Moncalieri I diari del bastone bianco, un monologo comico nel quale racconto, attraverso il filtro dell’umorismo, la mia esperienza di ipovedente. Lo spettacolo è stato poi replicato il 20 luglio a Chieri e confido che possa essere riproposto ancora molte volte, in stagioni teatrali, festival e rassegne.
Questo spettacolo non esisterebbe, o forse durerebbe solo otto minuti, se non avessi preso nota di quello che accade intorno a me per le strade, nei negozi o nei locali da quando uso il bastone bianco. Reazioni bislacche, spropositate, buffe; battute divertenti o molto infelici…
Ho preso tutto quanto, aneddoti dolci o amari, l’ho mescolato per bene, pepato con un po’ d’ironia e… Voilà! Ecco in scena I diari del bastone bianco, di e con Desy Icardi, regia di Carla Carucci, produzione di Santibriganti teatro!
Chi mi conosce o mi segue da tempo, sa quanto ami il palcoscenico e quale dolore sia stato dovermene allontanare, a causa della mia patologia oftalmica. Ebbene, a distanza di quasi dieci anni, proprio grazie a quella stessa malattia, mi sono ripresa la scena e, questa volta, cercherò di rimanerci più che posso, almeno fino a quando sarà divertente per me e per il pubblico.
Per tornare in scena, io e il mio bastone bianco dovremo aspettare l’autunno, nel frattempo proseguirò a scrivere e revisionare i miei romanzi.
Buone vacanze, ci rivedremo presto, sui palchi e sugli scaffali delle librerie.

